Ringraziamenti ed Articoli sul 24 luglio 2011

Grazie per la numerosa partecipazione di persone, da noi inaspettata; grazie a coloro che si sono persi tra gli edifici, i libri psichiatrici, i giardini, le schede cliniche, le voci lontane; grazie per lo stupore dei molti nel riscoprire un luogo (quasi dimenticato) e che trasuda il proprio passato anche senza i nostri interventi; grazie agli artisti che si sono susseguiti in questa passeggiata, rivivendo la follia e le controversie di questi luoghi (o della cura/e) che molte volte ha reso (e continua a rendere) cronica: la malattia, la sindrome o la semplice diversità – senza troppe distinzioni tra età, sesso, provenienza; grazie ai sorrisi, alle attenzioni, alle fughe, alle lacerazioni, alle parole spese o trovate o dedicate o gettate lì dai molti, confermando l’importanza di operazioni del genere al di là dei risultati, delle volontà, delle contraddizioni; grazie a tutti anche se i nostri sforzi non serviranno alle amministrazioni per fargli cambiare la non idea progettuale, continuando così il loro tentativo di portare alla morte fisica, questo luogo che comunque continua a vivere nel suo micro-cosmo; grazie a coloro che ci evitano aspettando così (cinicamente) una futura idea speculativa, alberghiera, residenziale, effimera; grazie a tutti coloro che in futuro vorranno muoversi insieme a noi in percorsi comuni, che non vogliono (o vorranno) essere soltanto esperimenti fallimentari e fini a se stessi, ma che voglio (e vorranno) costruire collettivamente ed in modo partecipato uno scambio di esperienze, testimonianze, documentazioni, possibilità.

Folle merenda contro l’abbandono

di Simone Piazzesi

Si è svolta domenica 24 luglio la “Folle merenda” organizzata dai ragazzi dello Slebest (Spazio Liberato Ex Breda EST) presso l’ex manicomio di Pistoia, le Ville Sbertoli. Il sottotitolo dell’iniziativa, “riscoprire e ripensare i luoghi abbandonati della nostra città”, aveva in sé tutta la forza programmatica dell’evento. Oltre a un folto pubblico, circa un centinaio di persone, hanno partecipato una decina di artisti in varie discipline: le performance recitative di “Labact incursioni urbane” , “Dada Ensemble”, “BaBiDaCaDuE”; le letture poetiche di Leonardo Magnani, Francesca Matteoni, Simone Piazzesi, Barbara Bertucci; la musica di “Flauto di punk” e Alessio Chiappelli; le pitture di Angelo Borrini.

Il tutto in forma itinerante per riscoprire e ridare per un giorno vita ai luoghi dimenticati di una struttura che, con le sue numerose palazzine, i giardini, i viali transitabili ha un’enorme potenziale inutilizzato. Attualmente, infatti, i locali sono allo stato di quasi completo abbandono (come documentano le foto), con infissi cadenti, mura senza più intonaco, giardini mangiati dalle erbacce, porte e finestre murate (simbologia esplicita di un luogo chiuso con cui non si può/vuole comunicare). Rimangono attive solo alcune aule universitarie e il centro veterinario che, in verità, poco si distinguono dalla fatiscenza generale.

La giornata ha voluto porre l’attenzione su questi spazi tenendo conto anche dei progetti di riqualificazione che, già dal 2009, prospettavano un programma “partecipato” per trovare idee e risorse. Tutto in alto mare. Il massimo che si è riusciti a intravedere è il riutilizzo dei locali per farne alberghi o residence di lusso. La ASL, attuale proprietaria dello spazio, mette a bilancio 250.000 euro l’anno per la manutenzione e per non far cadere gli edifici. Bisogna dire che basta una rapida passeggiata fra i viali del complesso per rendersi conto che questa montagna di soldi viene spesa veramente male…

Senza fare voli pindarici e per mantenere ancorata la struttura alla sua originaria funzione, riattualizzandola, non si potrebbe ricavarne una RSA (Residenza Sanitaria Assistita) per persone con disagio psichico? In provincia le strutture del genere sono poche e la domanda è sicuramente superiore a ciò che viene offerto. Molte persone sono costrette a “emigrare” in centri di altre province, costringendo i parenti a lunghi viaggi per visitare i propri cari e privando questi di un più costante (e salutare) contatto coi familiari. Il faro potrebbero essere strutture d’avanguardia come quella di Trieste (direttamente legata all’opera di Franco Basaglia) o centri d’eccellenza della nostra regione come quella del “Cadinal Maffi” a Cecina (LI).

Non si potrebbe istituire anche a Pistoia qualcosa del genere sfruttando gli spazi ampi, verdi, silenziosi, belli delle Ville Sbertoli? Dell’ennesima speculazione per dare questa piccola oasi a facoltosi villeggianti non se ne sente proprio il bisogno.

 Merenda Folle a Villa Sbertoli (Pistoia) Domenica 24 luglio 2011′-Giornata di grande passione

Intervento di Angelo Borrini martedì 26 luglio 2011 21.38.00

Giornata straordinaria quella organizzata da Ultimo teatro e Spazio liberato ex-Breda est.Laboratorio sociale e di cultura alternativa.

Azione teatrale inerente al discorso della follia in quel di Villa Sbertoli.Un altro straordinario luogo alberato ed immerso nella tranquillità e nel silenzio.Rotto da musicanti,artisti di strada,pittori,attori,intervenuti per promuovere il recupero del luogo come simbolo di memoria e di storia.Un po’ come è stato per la nostra Volterra di Nannetti e Pacchiani.Gli ex-Reparti dal Tanzi fino alle celle e l’ex-obitorio è tutto uno spettacolo di abbandono e desolazione dal dopo-Basaglia. Qualche amministratore in accordo con qualche speculatore vorrebbe rimettere mano facendo alberghi e mini-appartamenti.

La Pistoia popolare e della cultura memorica e storica insieme a me medesimo:-Diciamo NO!

Restauro e manutenzione per un luogo in cui va rispettata la memoria e la sua storia di ex-manicomio e di Villa borghese del lungimirante e caritatevole Dottor Sbertoli che nella seconda metà dell’800 diede vita al primo nucleo di ricoverati per malattie mentali.Proprio come lo era il suo carissimo figlio.

Adesso che abbiamo iniziato questo percorso nuovo di cultura e arte a Villa Sbertoli.Altre manifestazioni saranno in programma nel futuro.In qualità di delegato di esplorazioni urbane mi sono meravigliato dell’interesse e della partecipazione attiva che ho intravisto nelle persone intervenute anche numerose.

http://www.esplorazioniurbane.it/website/merenda-folle-a-villa-sbertolipistoia-domenica-24-luglio-2011-giornata-di-grande-passione.aspx

 Una performance per riparlarne

28 luglio 2011 — pagina 03 sezione: Pistoia / Il Tirreno

di Marta Quillici

PISTOIA. Per un pomeriggio i silenziosi ruderi delle Ville Sbertoli hanno ripreso vita. Domenica scorsa il centro sociale Sleb-est (Spazio liberato ex Breda – est), attivo da tre anni in via Pacinotti, all’ex Breda, insieme ad altri artisti, ha organizzato un’iniziativa-performance battezzata “Folle Merenda”.

Referti medici declamati vicino alle vecchie rovine dell’ex manicomio. Racconti e poesie letti vicino alle inferriate rugginose delle finestre delle celle dei “pazzi”. Performace teatrali di satira e di denuncia del gruppo delle Incursioni Urbane coordinate da Luca Privitera.

La giornata ha richiamato un centianio di persone. Ragazzi, ma anche persone adulte, genitori con bambini. Scopo della giornata era anche quello di lanciare un appello al recupero “sociale e non speculativo” delle Ville. «Daremo il via a un percorso di consultazione di tutti i cittadini per lanciare una proposta finale sul futuro delle Ville Sbertoli. La città è piena di spazi pubblici inutilizzati: il Comune dice di averne ormai pochi, ma enti come l’Asl o gli Istituti raggruppati ne hanno tanti. Il centro sociale sorge nella palazzina ex Breda da tre anni. Siamo in trattativa con il Comune perché da lì dovremmo andare via, ma ancora non sappiamo dove. A noi va bene tutto. Spero che alle Ville non accada come per l’ex Breda dove la memoria storica è stata soffocata dal cemento. Per quanto riguarda l’albergo, solo una domanda: che le Ville dovevano servire da cassa per finanziare l’ospedale nuovo non si sapeva anche prima del percorso partecipativo? Un’idea, per le Ville Sbertoli, potrebbe essere il co-housing: una sorta di edilizia sociale, strutturata con ambienti comuni. Una cosa del genere è molto diffusa nel nord Europa e potrebbe essere utile sia per gli anziani che per le giovani coppie che potrebbero trovare, gli uni negli altri, un reciproco sostegno».

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