RIAPRITECI IL MANICOMIO programma 2012

RIAPRITECI IL MANICOMIO 24 giugno e 1 luglio

Ville Sbertoli – Pistoia dalle ore 15:00

sono previste escursioni nel bosco e nei campi della cittadella, si consigliano indumenti e scarpe comode.

PORTATE CIBO E BEVANDE

per trovare il posto clicca QUA

Programma dell’itinerario: 

DIALOGHI

Luciano Michelacci agricoltore, ci parlerà della sua esperienza con la terra e ci introdurrà parte del primo punto dei progetti proposti (vedi annuncio precedente). (24 giugno)

Papotto artista e docente del liceo artistico di pistoia, ci parlerà di Arte e Lavoro e ci introdurrà parte del quarto punto dei progetti proposti (vedi annuncio precedente). (24 giugno)

Antonio Sammartino garante dei detenuti di pistoia, ci parlerà di una proposta da fare pensando all’attuale sezione dei semiliberi (una stanza di 44 mq senza finestre), che potrebbe essere destinata all’esterno del carcere, così come previsto dall’ordinamento penitenziario. (24 giugno)

http://garantedetenutipistoia.blogspot.it/2012/06/riprendiamoci-il-manicomio-24062012.html

Dottoressa Chiara Uderzo ex dipendente della clinica, ci parlerà della sua esperienza lavorativa ed umana a l’interno della cittadella manicomiale, e di una possibile nuova psichiatria(24 giugno)

Abitanti a Piede Libero parleranno di ” Usi civici a piede libero” (1 luglio)

Cohousing Toscana Associazione di promozione sociale, ci parlerà del possibile auto-recupero di alcuni edifici attraverso la nascita di una comunità residenziale e progettazioni condivise. (1 luglio)

Studenti della Facoltà di Architettura (Univerità Firenze) presenteranno “Oltre i confini dell’ Agna” progetto tratto dal Laboratorio di sintesi finale in Pianificazione Territoriale del Prof. Giorgio Pizziolo e arch. Chiara Ciampa.  (1 luglio) 

Alessio Bartolini dottore forestale, ci parlerà essenzialmente di conversazione della biodiversità. Un breve intervento sull’importanza (vitale) di tutelare gli ecosistemi e le comunità di piante ed animali selvatici, raccontando qualcosa sulle specie locali. (1 luglio)

Pavel Manta – Collettivo Spazio Liberato Ex Breda Est introdurrà i vari incontri, ed articolerà dei piccoli dialoghi per esplicare il progetto generale, sulle ville sbertoli. Storia e memoria, attuale situazione, possibilità, alternative, futuro. (24 giugno e 1 luglio)

Luca Privitera – UltimoTeatro introdurrà i punti tre e quattro dei progetti proposti. (24 giugno e 1 luglio)

PERFORMANCE

Performance / Creazione di un Opera Visiva (24 giugno / Toscana)

“l Grande Animale Cornuto” di Gian Marco Pandolfini

Non ci conosciamo, penso non ci si conosca. Ciao, buonasera. Il bel tema “la terra” mi ha spinto a sottoporre alla vostra attenzione il mio progetto. Soprattutto per quanto riguarda il concetto di “vita legata alla terra” e “diritto alla sopravvivenza”. Lo legherei inoltre per certi aspetti del concetto di art brut. 

La nudità integrale di cui alle foto non è necessaria, anzi non è opportuna, durante manifestazioni pubbliche.
Non ho chiaro se la performance va ripetuta più di una volta durante la manifestazione, per ovvi motivi tra una rappresentazione e l’altra è bene che passino circa uno / due anni (anzi a Pistoia la eseguirei forse un po’ in anticipo). Sono comunque d’accordo che la mia azione sia eseguita anche da altri, non c’è limite di età o di sesso. Possono essere eseguiti molti animali cornuti, col velli diversi, in una sola sera.

Nella lontana estate ’91, ancora studente di Liceo Artistico, ho avuto il piacere di lavorare a La Tinaia di San Salvi.

Referenze:

numero di rappresentazioni eseguite: 1
giudizio del pubblico compreso chi ha visto la sequenza di foto: sbigottito / perplesso
giudizio della critica: assente

Performance di Mimo Corporeo “Terra” a cura di Matteo Vannini (24 giugno / Toscana)

https://www.facebook.com/matteo.mimo.7

Performance a cura di 4 Vesta Abythos Gruppo (24 giugno / site specific / Toscana)

con Lucia Mazzoncini e Elisa Gavazzi

https://www.facebook.com/abythos.gruppo

“nel mio cuore c’è un uccello azzurro /che  vuole uscire / ma con lui sono inflessibile, /gli dico: rimani dentro, non voglio /che nessuno ti veda./ (…) nel mio cuore c’è un uccello azzurro /che  vuole uscire / ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire / solo di notte qualche volta / quando dormono tutti. / gli dico: lo so che ci sei, /non essere / triste / poi lo rimetto a posto, / ma lui lì dentro un pochino / canta, mica  / l’ho fatto davvero / morire, /dormiamo insieme / così col nostro / patto segreto / ed è così grazioso / da  far piangere / un uomo, ma io non / piango, /  e voi?”

da Charles Bukowski, The Bluebird (L’uccello azzurro)

S’inaugura una casa

DA ABITARE, CORPI  COSE LUOGHI, INSIEME.

UNA GABBIA DIVENTA CASA CHE SI APRE AL MONDO

SI SUONANO CHIAVI PRIMA DI ENTRARE …

CI SENTIAMO RIFUGI DI MATERIA VIVA, COSTRUTTORI DI  EMOZIONI E SENTIMENTI, FUOCHI DA ALIMENTARE E TRASFORMARE:

UN SALOTTO PICCINO, CON SEDIE POLTRONE TAVOLO E PIATTINI; UNA CORNICE  E FINESTRA PER CONTENERE LA TESTA DI UNA MARIONETTA VECCHIA CHE GUARDA IL POVERO  CESARE PUGNALATO, ORA SI INCHINA ORA SI ACCASCIA; 

UNA LAVAGNA PER SEGNARE LE ORE LE RELAZIONI DI PERSONE E COSE.

TUTTO SOSPESO, COME NOI, ALLA RICERCA DI UNA STORIA CHE SI FRANTUMA E MOLTIPLICA AL TOCCO DEGLI ALTRI.

Performance Teatrale 

(1 luglio – site specific anteprima nazionale / Puglia-Toscana) 

L’esercito dei senza tetto

di Massimo Zaccaria

con Elena Ferretti e Massimo Zaccaria

Una coppia di marito e moglie si trovano ogni giorno sotto la casa del sindaco aspettando di incontrarlo e parlargli, per risolvere quel problema “che è un diritto comune per tutti”, avere una casa. Un uomo che protesta con sua moglie in attesa e che rischia da un momento a l’altro di partorire per strada. Il primo cittadino non l’accoglierà mai la richiesta perché nel loro passato, non solo, hanno occupato abusivamente un palazzo con altre famiglie disagiate (disoccupati, emigrati senza permesso di soggiorno, famiglie con problemi di giustizia ecc.), ma sono

anche stati cacciati da un convegno del sindacato CGIL, destando scandali e denunce. Nella sua protesta  l’uomo gli fa presente di tutte le sue illegalità, di ciò che il sindaco sui giornali smentisce. Lo provoca in tutte le maniere. Ma è trascorso un quarto d’ora ed il sindaco non li ha accolti e probabilmente non li accoglierà mai. Decidono di fare ritorno il giorno dopo, a costo che la donna partorisca per strada.

https://www.facebook.com/massimo.zaccaria.31

https://www.facebook.com/nina.ferretti

Performance a cura di LiberePazzeDonne (site specific – 1 luglio / Toscana)

“Cattiveria” primo studio

Il nostro gruppo nasce da un diurno psichiatrico durante un laboratorio teatrale tenuto da Ornella Marini un gruppo a cui successivamente hanno avuto anche accesso donne comuni, desiderose di provare e sperimentarsi facendo teatro. Da otto anni ci siamo rese autonome dagli operatori del settore, dalla psichiatria, dalla A.s.l. e adesso siamo “libere”. Quello che vedrete sono frammenti di uno spettacolo, che prendono spunto da frammenti di vita personali e che sono stati ri-elaborati attraverso l’utilizzo del corpo e del sentire, o per meglio dire della comunicazione emotiva. 

Performance a cura di Dada Ensemble con DadaRevue seconda parte (1 luglio / Toscana-Germania)

Performance a cura di ChicchenGian Duo Clown (1 luglio / Umbria)

Giro di Vite” è la storia ad episodi di due personaggi comici e buffi che sanno sempre far sorridere ma che al tempo stesso, sanno anche essere poetici e cinici, romantici e graffianti. Due “barboni”, che vivono di stenti. La vicenda gioca sul contrasto caratteriale e il conflitto tra uno, sempre disponibile a dare una mano all’amico ma maldestro e inguaribile provocatore di disastri, e l’altro che vorrebbe primeggiare ritenendosi più esperto e capace, destinato a subire sempre le conseguenze delle catastrofi provocate dal compagno.La tecnica utilizzata è la slapstick comedy, quella tipica del cinema muto alla Stanlio e Ollio, con il suo linguaggio universale, quello non verbale, della pantomima, delle gags e con una colonna sonora sempre presente, che detta il ritmo, il tempo dinamico e giocoso dei due Clowns.

Performance/Installazione a cura di AKRcollettivo (site specific – 1 luglio / Lazio)

MUSICA

(Concerto serale del 24 giugno)

Ozne formazione mista di musicisti pistoiesi si alterneranno per suonare lungo il percorso e per concludere la giornata.

(Musica Itinerante – 1 luglio)

S’era Giovani Band

Prodotto dalla Valle degl’Elfi e Ass. Cult. Libretto Rosso

Musica Popolare Balcanica – Ballate Irlandesi – Klezmer/Yiddish – Folk Americano – Dixiland Rurale

ESPOSIZIONI

Mostra Fotografica (24 giugno)

“Lanciati nello Spazio” di Eleonora Chiti 

Ritratti scattati presso Lo spazio liberato ex Breda est, occupato nel 2008 con lo scopo di creare un ambiente di arricchimento aperto a tutti dove svolgere attività culturali. Le foto rappresentano persone con diverse personalità età ed occupazioni che frequentano questo luogo, tutte in cerca di se stessi e dell’altro in una società dove gli spazi di aggregazione sono quasi scomparsi.

Mostra Fotografica (1 luglio)

“Memorie” di Alessio Duranti

Le venticinque fotografie esposte sono state scattate in occasioni per me piene di significato sociale, politico e umano.

Lavoro, memoria, crisi, diritti, lotte e conquiste sono queste le parole chiave che mi hanno aiutato ha selezionare questi scatti fatti quasi tutti tra il 2010 e il 2012.

Uniche eccezioni le fotografie del Primo Maggio a Tonni nel Comune di Sovicille in Provincia di Siena. Una festa spontanea che oggi non si organizza più ma che in quell’occasione fu densa di sentimenti e di partecipazione, e le foto del Gay Pride a Roma, un evento necessario perché insegna, una volta di più, che quando parliamo di diritti parliamo della vita delle persone.

Le immagini dello sciopero del 16 ottobre 2010 a Roma organizzato dalla FIOM e quello

generale della CGIL del 6 maggio 2011 per le vie di Siena raccontano la difesa del lavoro e di quelle conquiste che sembravano inviolabili.

E poi la memoria, la storia, la Resistenza e la sua immensa attualità con i cinque scatti fatti a Montemaggio per commemorare l’uccisione di 19 partigiani per mano dei soldati della Guardia Nazionale Repubblicana il 28 marzo 1944, in località la Porcareccia, sulle pendici del Montemaggio a Monteriggioni, in provincia di Siena.

All’ingresso del Boscone della Mesola, in provincia di Ferrara, c’è un signore che noleggia bici per percorrere i sentieri che attraversano il parco. In questo periodo resiste a una crisi che tiene le bici nella rimessa, ma la sua faccia, quell’espressione di sfida e quella posa di attesa fanno sperare ancora in un mondo diverso.

Sono queste le “memorie”, così Luca ha chiamato questi scatti, che mi addentro a raccontare. Perché in fondo come recitava lo slogan della festa nazionale dell’ANPI pochi giorni fa “la memoria batte nel cuore del futuro”.

Mostra Fotografica

Mostra Fotografica (1 luglio)

“Aree Abbandonate” di Luca Grillandini

Mostra Fotografica

“Conservazione della Biodiversità” di Samuele Pesce e Alessio Bartolini (1 luglio)

Installazione (1 luglio)

di  P-Ars  Andrea Roccioletti Studio

Lavora sulle arti e per le arti. Produce arte e supporta quanti si occupano di progettazione, realizzazione e diffusione di eventi d’arte. Vuole condividere le idee, i mezzi, le conoscenze tecniche e amministrative per far sì che le arti compiano al meglio ogni fase del proprio ciclo vitale. E’ un punto di partenza che offre stimoli di confronto e partecipazione agli artisti.

AP-PESI

“Lasciatemi così.Ho fatto tutto il giro e ho capito.Il mondo si legge all’incontrario.Tutto è chiaro.”- da Il castello dei destini incrociati di Italo Calvino

La narrazione dell’installazione inizia con una fila di tute bianche, appese. Sono le protezioni che il mondo del lavoro, oggi, ci impone di indossare. Proteggono la nostra pelle da lavori logoranti e contaminanti. Da lavori non a misura d’uomo. Le tute sono tutte uguali, un inno all’omologazione, altro requisito del lavoro di oggi.

Sono tute; ma sono anche divise, che annullano il sè. Quello che per genetica ci rende unici. Sono tute; ma anche seconda pelle, insensibile, sorda, senza calore, senza voce. Indossare una tuta significa proteggersi dalle brutture della vita. Ma allo stesso tempo, rinunciare per contro a farsi coinvolgere troppo dalle meraviglie della vita.

All’interno di ogni tuta è posizionata una sciarpa, ciascuna diversa dalle altre.

Tutti abbiamo comprato una sciarpa, almeno una volta nella vita. L’abbiamo scelta. Abbiamo fatto della sua necessità di protezione una decisione estetica. Di necessità, virtù. E il mercato ha assecondato questo desiderio di distinguersi, producendo sciarpe diverse.

La narrazione è spezzata da un abito da donna, e da uno da uomo.

Abiti, divise, costumi che ribadiscono differenze di genere e ruoli.

Materia sulla quale aleggia ancora la storia di chi l’ha indossata, recitata, consumata. Maschere delle quali i corpi e le volontà sono stati l’anima, i burattinai.

Le tute e gli abiti sono vuoti. I corpi sono assenti. Si sono involati. Hanno abbandonato una necessità di genere, di ruolo, di destino, come pelle di serpente. Hanno vissuto la loro mutazione, da bruchi in farfalle. L’installazione è un auspicio che presto il lavoro e i sentimenti trovino la loro dimensione umana.

Siamo nell’epoca dello stare appesi. Le nostre esistenze di-pendono.

Siamo di-pendenti.

Di-pendiamo da decisioni prese in alto. Decisioni spesso non nostre, e spesso non a nostro favore. Siamo marionette, ma all’incontrario. Grottesche nel nostro essere rovesciate. Così come sono rovesciate le nostre vite, i mezzi al posto dei fini, gli effetti al posto delle cause.

La nostra condizione è una raffinata rielaborazione di un

supplizio medievale. Esposti in una posizione contro natura, restiamo appesi e non andiamo da nessuna parte. Nella nostra sicurezza di non cadere mai, siamo indifesi nella nostra immobilità. Sfioriamo la terra senza toccarla mai. Non apparteniamo nè a questo mondo, nè a quell’altro.

Odino, appeso nove giorni e nove notti all’Albero Cosmico, apprese l’uso delle Rune, delle Parole. Gesù Cristo, appeso alla Croce, incarna una domanda: è una Scelta oppure è un Destino. L’Appeso, il Dodicesimo Arcano Maggiore dei Tarocchi, guarda il mondo all’incontrario, ma sorride. Ciascuno di noi, appeso al cordone ombelicale per nove mesi, attende di cadere in un altro mondo.

Nessuno di noi può difendersi dalla sua natura mortale, e dalla condizione sociale insoddisfacente. Tuttavia, ciascuno di noi può attraversare questa crisi come un(a) fine oppure come un’opportunità. Ciascuno di noi ha il dovere di capovolgere la realtà. Di accettare la propria essenza in un mondo al contrario. Di rovesciare se stesso, oppure il mondo.

http://www.p-ars.com/

Installazione (24 giugno  1 luglio)

“Indian Jesus” di Ilaria Giaconi

il lavoro grafico del poster (elaborazione e montaggio di immagini riciclate dal web scaricandole) risale al 2004 e ce ne sono 3/4 versioni e ne stamperò una (che fra l’altro è già stata esposta nella casa studio a Pistoia di Marcello Giannini nel 2004) per il 24/06 e un’altra per il 01/07. Si tratta dell’indianizzazione o vicevarsa dell’icona del Cristo vista come un corpo celeste Induista oppure una divinità Induista Cristianizzata! Si tratta di un poster da appendere alla parete dove ci sarà anche una poltrona per sedersi (poster: elemento tipico dell’arredamento anni 70/80 che ci sta bene con la poltrona così sembra uno spazio dentro casa, ma in un luogo che invece è stato anche poco accogliente per chi era costretto ad alloggiarvi appunto il manicomio).

– meditando sulle diversità religiose e ciò che possono aver provocato nella storia dell’uomo, quando in realtà è la stessa cosa con nomi diversi!

– contemplare l’immagine ascoltando dei mantra e delle preghiere che saranno in sottofondo audio (se è una stanza) oppure in cuffie da mettere alle orecchie con lettore (se non c’è casse o se all’esterno) non per influenzare o far politica religiosa ma anzi per ribadire il concetto di ‘anapoliticità’ delle filosofie spirituali che in generale da sempre son state al contrario strumento dei poteri per a loro volta strumentalizzare le masse e formentare l’ignoranza collettiva. Quindi propongo questo lavoro per dissacrare l’immagine standard delle icone religiose e per consacrare invece un luogo abbandonato come appunto le Ville Sbertoli, sperando che questa azione possa essere di buon auspicio per gli intenti dell’evento!

Installazione (24 giugno e 1 luglio)

Fiorella Antonella Scorrano

Io ho bisogno di uno spazio per ospitare una istallazione di 6 metri per 2 e mezzo. “Performance visiva che trae spazio dal motto: RIAPRENDO I MANICOMI NON CALPESTATECI le nocche. Fanno male. Uno spazio di work in progress al cui passaggiochiunque ci aiuta a trovare le sagome — a grandezza d`uomo. Al passaggio chiunque aiuta al meglio. Dobbiamo rilevare con cura le sagome impresse. SAGOME UMANE, O UMANOIDI. ” minuti quanto servono per un archeologo spettatore o gruppi di curiosi che ascoltano gli uccelli delle sbertoli e rilevano tracce a specchio.

Comunicato Umanitario Dislocato
SITO DI ARCHEOLOGIA UMANA
alla scoperta di soggetti sconosciuti.

Dobbiamo rilevare, con cura, le sagome impresse. Candidati archeologo per un attimo, è il tuo contributo ai diritti dell’umanità. Ti invieremo per mail l’Attestato di Archeologo umano.

Abbattere il mito eroico del quotidiano per risollevarsi dalle nevrosi. Restare Sagoma Impressi.

Impossessarsi degli eventi per ridurli ai fatti. Non evolvere in tragedia. Non frantumare se stessi, tanto meno, nelle secche del romanzo familiare.

Gli enigmi non formulati mettono in gioco la nascita, la genealogia, l’identità. Le generazioni, la stabilità personale date le aspettative di una società carica di richieste. Frammenti della mitologia personale di ogni essere umano.

No: ai protocolli; a frantumare se stessi nel romanzo sociale; alle vetuste classificazioni; ai meccanismi massificati; al rimugginio mentale; all’evolvere i fatti in tragedie; alla Coca-Cola.

Si: all’acqua; ai diritti oltre classificazione; al distacco dei sensi di colpa; pacificazione del conflitto; al lasciar andare le avversità oltre se stessi; al ridimensionamento della violenza; all’uomo che decide e assume posizioni; alla valorizzazione dello scrigno che abita all’interno; alla dilagazione dei comuni sentimenti umani – uscita da sé, condivisione delle massime, diritto al senso civile anche rispetto alla propria persona, accettazione, speranza, formulazione di idee, socializzazione e infinite probabilità a caduta.

Archeologia umana di cui si conosce ancora poco. Ad oggi è considerata inesistente.
Interna all’uomo, sentimenti e dintorni.
Esterna all’uomo, della figura umana.

ci trovate anche su fb 

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